Come scaricare e creare un supporto per l’installazione di Windows 10

Tra non molto, il 14 Gennaio 2020, Microsoft terminerà il supporto a Windows 7. Per chi come me utilizza ancora il buon vecchio sistema operativo, è giunto il momento di passare a Windows 10. Ma come si fa a scaricare ed installare Windows 10 sul proprio PC? Vediamolo insieme.

Il modo più facile è di utilizzare direttamente il servizio che Microsoft mette a disposizione a questo link.

Il tool permette di scegliere tra due diverse alternative:

  • aggiornare lo stesso PC che si sta usando
  • creare un supporto (penna USB, disco DVD, etc.) da lanciare al boot di un computer su cui si vuole installare Windows 10 da zero

Qui sotto riporto la procedura per creare un supporto da lanciare al boot, nel caso specifico una penna USB, che ho poi usato per fare un’installazione pulita di Windows 10.

  1. Prima di tutto si scarica il programma, lo si lancia e si accettano i termini della licenza
  2. Si sceglie l’opzione di creare un supporto da lanciare al boot
  3. Quindi si passa alla scelta della lingua, del sistema operativo (solo Windows 10 è disponibile) e dell’architettura (64 o 32 bit)
  4. Si passa poi alla scelta del supporto da usare. Nel nostro caso USB flash drive ma c’è anche la possibilità di creare un’immagine ISO
  5. Infine si va alla selezione del disco removibile (G nel nostro esempio) ed una volta andati avanti nella procedura il tool scarica Windows 10 automaticamente e crea infine il disco dal quale poi l’installazione potrà essere eseguita
Richiesta di accettazione della licenza
Scelta di creare un supporto da lanciare al boot
Scelta della lingua, del sistema operativo e dell’architettura
Scelta del supporto da usare
Scelta del disco removibile da usare (per esempio G)
Scaricamento del sistema operativo e successiva creazione del disco di boot

La Russia si è dotata di armi ipersoniche

Venerdì il governo russo ha annunciato di essersi dotato per la prima volta di armi ipersoniche, cioè missili in grado di raggiungere una velocità almeno cinque volte superiore a quella del suono, cioè almeno 1,6 chilometri al secondo. Sono missili che per la loro velocità e le loro caratteristiche possono eludere facilmente qualunque sistema di difesa missilistica oggi disponibile, e che sono il risultato di un lavoro di ricerca durato anni. La loro introduzione, ha scritto il New York Times, potrebbe «aprire un nuovo capitolo nella lunga corsa agli armamenti tra le principali potenze nucleari del mondo».

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Un solo biglietto per volare per sempre in prima classe

Negli anni Ottanta la compagnia aerea American Airlines se la passava piuttosto male. In gran parte a causa dell’Airline Deregulation Act, una legge federale statunitense che nel 1978 aveva introdotto significative liberalizzazioni nel mercato del trasporto aereo di passeggeri, aumentando la concorrenza e riducendo il prezzo medio dei biglietti. Per distinguersi dalla concorrenza e raccogliere liquidità, American Airlines decise di mettere in vendita a 250mila dollari l’uno una serie di biglietti illimitati che permettevano a chi li possedeva di andare quando e dove voleva, per sempre, e sempre viaggiando in prima classe.

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Tassazione agevolata per expat – in Francia?

Disclaimer: non sono un fiscalista, quindi per favore prendete le informazioni che qui riporto per quello che sono, ovvero delle osservazioni ed interpretazioni di un appassionato del tema fiscale che cerca informazioni in rete ma che poi chiede sempre e comunque conferma ad un professionista. Non mi ritengo pertanto responsabile di qualsiasi conseguenza le informazioni qui riportate possano causare al lettore che ne faccia uso!


Visto che ho un po’ la fissa per l’ottimizzazione e l’efficentamento – di un processo, per esempio, ma anche di qualsiasi altra cosa che mi riguardi – l’altro giorno stavo dando uno sguardo al sito Wordwide Tax Summaries (WWTS) di pwc curiosando tra le diverse tassazioni sul reddito personale di diversi paesi europei e non, quando mi sono imbattuto in un paragrafo relativo alla Francia (fate click sull’immagine sotto per andare alla relativa pagina)

Da quello che mi sembra di capire, per chi si trasferisce a lavorare in Francia, sia se direttamente assunto dall’estero che trasferito da un datore di lavoro straniero nel paese a partire dal 16 Novembre 2018, il governo francese riconosce a questi lavoratori uno dei due seguenti vantaggi fiscali:

  • esenzione dalla tassazione sul supplemento al salario ricevuto
  • una esenzione del 30% sulla remunerazione totale

La durata dei suddetti vantaggi fiscali è pari ad 8 anni dall’anno di immigrazione nel paese e si possono mantenere tali agevolazioni anche nel caso di mobilità nell’azienda o all’interno del gruppo (anche se quest’ultima parte non mi è molto chiara).

Come pwc rimarca alla fine del paragrafo, la legislazione è complessa ed i casi specifici vanno analizzati uno per uno, quindi la raccomandazione loro (e mia) è di chiedere il supporto di un professionista.

La notizia, se confermata, sembra molto interessante in quanto la Francia rappresenta un altro paese europeo che si aggiunge alla lista di stati quali Paesi Bassi ed Italia – almeno per la mia conoscenza attuale – che riconoscono a persone che si trasferiscono a lavorare nei loro territori dei regimi fiscali di convenienza. Tali regimi servono si per attrarre lavoratori con skills che magari nel paese di destinazione sono richieste dal mercato del lavoro ma non coperte dall’attuale offerta, ma anche per aiutare a sostenere economicamente durante la fase di trasferimento ed oltre le famiglie che decidono di fare questo passo.

È infatti importante ricordare e da expat che sono confermare, che le necessità di un lavoratore immigrato sono e rimangono nel tempo ben diverse da quelle di uno locale. Un aiuto economico da parte dello stato ospite può sicuramente facilitare la vita.


Twelve Million Phones, One Dataset, Zero Privacy

EVERY MINUTE OF EVERY DAY, everywhere on the planet, dozens of companies — largely unregulated, little scrutinized — are logging the movements of tens of millions of people with mobile phones and storing the information in gigantic data files. The Times Privacy Project obtained one such file, by far the largest and most sensitive ever to be reviewed by journalists. It holds more than 50 billion location pings from the phones of more than 12 million Americans as they moved through several major cities, including Washington, New York, San Francisco and Los Angeles.

Each piece of information in this file represents the precise location of a single smartphone over a period of several months in 2016 and 2017. The data was provided to Times Opinion by sources who asked to remain anonymous because they were not authorized to share it and could face severe penalties for doing so. The sources of the information said they had grown alarmed about how it might be abused and urgently wanted to inform the public and lawmakers.

continua su The New York Times

Consigli per chi vuole emigrare A.K.A. diventare un expat

Testo del mio intervento a Generazione Mobile di Sergio Nava su Radio24 che potete trovare qui.


Per quanto riguarda i consigli che posso dare a chi ha intenzione di trasferirsi all’estero, sia per un breve periodo o magari per diversi anni, ce ne sono di generici, validi per ogni paese, ma anche specifici per l’Olanda. Nel seguito mi concentrerò solo sui paesi europei e gli Stati Uniti, per motivi di esperienza personale.

  • In generale è bene iniziare valutando le proprie competenze linguistiche, considerando anche la propensione ad impararne una nuova. Se per esempio si mastica un buon inglese e non si vuole spendere tempo ad imparare una nuova lingua, questo potrebbe limitare le possibili destinazioni a paesi anglofoni o comunque in cui l’inglese sia molto diffuso (e.g. paesi scandinavi ed Olanda).
  • Considerare il costo della vita. Molte volte si è allettati da salari relativamente alti ma poi ci si rende conto che il costo della vita è anch’esso alto. A questo riguardo, i prezzi degli affitti sono importantissimi da monitorare, visto che si può rinunciare ad una cena fuori ma non ad un tetto sopra la testa. Per esempio in Irlanda come anche in Olanda seppur in misura minore, sono saliti moltissimo negli ultimi anni con la ripresa economica e questo sta creando un’emergenza abitativa trasversale, con persone costrette a condividere stanze in case sovraffollate (ad esempio a Dublino)
  • Altro consiglio prima della partenza è di cercare in rete informazioni su aziende, industrie, società di cui si è interessati, quindi non partire senza un minimo di conoscenza del luogo di destinazione.
  • Iscriversi a gruppi Facebook di “Italiani a/in…” in cui si troveranno molte persone in situazioni analoghe alla propria, alla ricerca di informazioni ma anche di volenterosi sostenitori della comunità locale italiana che sono disponibili a condividere informazioni pratiche, dare piccoli consigli sugli usi locali e magari, perché no, ad essere di supporto nei momenti più delicati, che noi expat abbiamo tutti affrontato.

Per l’Olanda in particolare:

  • Direi che il luogo comune sull’uso della bicicletta sia più che veritiero. È infatti il mezzo di trasporto più utilizzato (e salutare) e la morfologia del territorio, pianeggiante, permette a chiunque di usarla senza troppi problemi.
  • I treni funzionano molto bene, le maggiori città sono ben collegate e sono puntuali. Il costo è piuttosto alto ma al livello del servizio offerto.
  • L’uso dei trasporti pubblici è facilitato da una scheda per il trasporto integrato chiamata OV-chipkaart, che funziona allo stesso modo della più conosciuta Oyster card di Londra o Leap card di Dublino). È possibile far attivare sulla OV-chipkaart, senza alcuna spesa di base, l’abbonamento OV-fiets (fiets=bici), che permette di noleggiare una bici (o anche due, con una sola OV-chipkaart) presso praticamente qualunque stazione ferroviaria, a soli EUR 3,85 per un periodo di 24 ore.
  • Se volete importare una macchina, magari dall’Italia, siate ben coscienti del fatto che l’equivalente del bollo auto è molto alto, soprattutto per macchine diesel che hanno una soprattassa, e viene calcolato in base al peso ed alla regione in cui si vive (quindi niente cilindrata, cavalli o emissioni di CO2). Per chi può dimostrare di possedere la macchina da più di 6 mesi, potrà ottenere l’esenzione di una tassa chiamata BPM, che potrebbe essere molto costosa a seconda del tipo e dell’età del veicolo.
  • Arrivati nel comune in cui si vuole risiedere, è necessario prendere ufficialmente la residenza che contestualmente fornisce anche il numero BSN, corrispondente al codice fiscale, essenziale per lavorare. Ci si può registrare al comune come non residenti, ottenendo anche in questo caso un BSN, nel caso si intende stare meno di 4 mesi. Se a 4 mesi trascorsi si vuole stare comunque più a lungo occorre fare la registrazione da residenti.
  • Quando si diventa residenti è necessario sottoscrivere una polizza sanitaria privata, dal costo indicativo di 100 euro al mese che permette di coprire le spese sanitarie con una franchigia di  385 euro/anno, una quota che viene aggiustata, leggi: alzata, ogni anno. Nel caso in cui non si raggiunga una certa soglia reddituale, si ha diritto ad un rimborso, a volte totale, della polizza sanitaria. Un sistema di rimborso simile esiste anche per gli affitti, ma solo se l’affitto non supera una certa soglia massima.
  • Per la gestione delle comunicazioni con l’agenzia delle entrate olandese (www.belastingdienst.nl) e con i principali enti pubblici (e.g comune, ministeri, etc.) consiglio di usare i canali on-line e soprattutto la registrazione al sistema digd (https://www.digid.nl/) che permette di ottenere una combinazione username/password unica di accesso ai servizi della pubblica amministrazione.
  • Andare al cinema: film sempre in lingua originale con sottotitoli in olandese, quindi anche i film italiani sono sempre in lingua originale.

Dovremmo telefonarci di più?

Da ormai diversi anni, le chiamate telefoniche hanno perso la loro rilevanza tra i mezzi di comunicazione impiegati dalle nuove generazioni: già nel 2014 i messaggi testuali erano diventati più comuni tra gli americani sotto i 50 anni, e in generale anche in Europa è sempre più comune sentire commenti irritati verso l’abitudine di telefonare – ormai considerata invadente – in casi in cui sarebbe sufficiente un messaggio. Sull’Atlantic, la giornalista Amanda Mull ha raccontato allora di un suo esperimento: tornare a usare le telefonate per parlare con amici e colleghi.

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Perché…L’Expat Annoiato?

Direi che sia il caso di iniziare a scrivere su questo blog cominciando dal principio, dalla domanda che tutti dovremmo chiederci quando iniziamo qualcosa di nuovo…perché sto creando un ulteriore sito, che si aggiunge a tutti quelli che già esistono e che trattano argomenti molto simili a quelli che vorrei trattare io e magari lo fanno già molto meglio?

La risposta alla lunga domanda sopra è molto semplice…perché mi annoio…

Credo che la noia sia uno degli stati d’animo più interessanti e positivi per una persona. Annoiarsi rappresenta la condizione al contorno affinché qualcosa di buono abbia inizio. Se non ci si annoia non si comincia a pensare e se non si comincia a pensare non si fa null’altro che ripetere la solita routine, non si crea niente di nuovo e magari innovativo, si sta lì, in attesa che il tempo passi e basta.

Invece con la noia si mettono le basi per farsi venire qualche buona idea per farla passare, la noia; i neuroni cominciano a creare connessioni tra loro, le varie aree del cervello si attivano e molto probabilmente qualcosa di buono ne esce fuori.

Purtroppo al giorno d’oggi, parlando un po’ da vecchietto quale comincio ad essere, con il diffondersi degli smartphone e della miriade di applicazioni che vi girano su, quando ci si annoia ci si ritrova a muovere le dita tra i menu, controllando la posta, aggiornando più e più volte l’app di messaggistica istantanea che si preferisce – per vedere se qualcuno ci ha pensato – oppure si vanno a vedere le statistiche del consumo della batteria del proprio cellulare. Insomma non si fa niente di costruttivo, niente che possa portare a qualche risultato concreto. Si riempiono i minuti o le ore di noia semplicemente tenendo occupata la mente con azioni di poco conto, ripetitive.

Quindi eccomi qui. Invece di finire come al paragrafo sopra, ho deciso di dare una rinfrescata alla mia pagina personale, cambiandola radicalmente e facendone un blog in cui vorrei condividere i miei pensieri, sperando che qualcuno li legga e ne tragga motivo di ispirazione. Spero proprio che ciò possa contribuire, in qualche modo, al costante miglioramento personale di chi legge, cosa a cui tutti noi dovremmo sempre aspirare.