Consigli per chi vuole emigrare A.K.A. diventare un expat

Testo del mio intervento a Generazione Mobile di Sergio Nava su Radio24 che potete trovare qui.


Per quanto riguarda i consigli che posso dare a chi ha intenzione di trasferirsi all’estero, sia per un breve periodo o magari per diversi anni, ce ne sono di generici, validi per ogni paese, ma anche specifici per l’Olanda. Nel seguito mi concentrerò solo sui paesi europei e gli Stati Uniti, per motivi di esperienza personale.

  • In generale è bene iniziare valutando le proprie competenze linguistiche, considerando anche la propensione ad impararne una nuova. Se per esempio si mastica un buon inglese e non si vuole spendere tempo ad imparare una nuova lingua, questo potrebbe limitare le possibili destinazioni a paesi anglofoni o comunque in cui l’inglese sia molto diffuso (e.g. paesi scandinavi ed Olanda).
  • Considerare il costo della vita. Molte volte si è allettati da salari relativamente alti ma poi ci si rende conto che il costo della vita è anch’esso alto. A questo riguardo, i prezzi degli affitti sono importantissimi da monitorare, visto che si può rinunciare ad una cena fuori ma non ad un tetto sopra la testa. Per esempio in Irlanda come anche in Olanda seppur in misura minore, sono saliti moltissimo negli ultimi anni con la ripresa economica e questo sta creando un’emergenza abitativa trasversale, con persone costrette a condividere stanze in case sovraffollate (ad esempio a Dublino)
  • Altro consiglio prima della partenza è di cercare in rete informazioni su aziende, industrie, società di cui si è interessati, quindi non partire senza un minimo di conoscenza del luogo di destinazione.
  • Iscriversi a gruppi Facebook di “Italiani a/in…” in cui si troveranno molte persone in situazioni analoghe alla propria, alla ricerca di informazioni ma anche di volenterosi sostenitori della comunità locale italiana che sono disponibili a condividere informazioni pratiche, dare piccoli consigli sugli usi locali e magari, perché no, ad essere di supporto nei momenti più delicati, che noi expat abbiamo tutti affrontato.

Per l’Olanda in particolare:

  • Direi che il luogo comune sull’uso della bicicletta sia più che veritiero. È infatti il mezzo di trasporto più utilizzato (e salutare) e la morfologia del territorio, pianeggiante, permette a chiunque di usarla senza troppi problemi.
  • I treni funzionano molto bene, le maggiori città sono ben collegate e sono puntuali. Il costo è piuttosto alto ma al livello del servizio offerto.
  • L’uso dei trasporti pubblici è facilitato da una scheda per il trasporto integrato chiamata OV-chipkaart, che funziona allo stesso modo della più conosciuta Oyster card di Londra o Leap card di Dublino). È possibile far attivare sulla OV-chipkaart, senza alcuna spesa di base, l’abbonamento OV-fiets (fiets=bici), che permette di noleggiare una bici (o anche due, con una sola OV-chipkaart) presso praticamente qualunque stazione ferroviaria, a soli EUR 3,85 per un periodo di 24 ore.
  • Se volete importare una macchina, magari dall’Italia, siate ben coscienti del fatto che l’equivalente del bollo auto è molto alto, soprattutto per macchine diesel che hanno una soprattassa, e viene calcolato in base al peso ed alla regione in cui si vive (quindi niente cilindrata, cavalli o emissioni di CO2). Per chi può dimostrare di possedere la macchina da più di 6 mesi, potrà ottenere l’esenzione di una tassa chiamata BPM, che potrebbe essere molto costosa a seconda del tipo e dell’età del veicolo.
  • Arrivati nel comune in cui si vuole risiedere, è necessario prendere ufficialmente la residenza che contestualmente fornisce anche il numero BSN, corrispondente al codice fiscale, essenziale per lavorare. Ci si può registrare al comune come non residenti, ottenendo anche in questo caso un BSN, nel caso si intende stare meno di 4 mesi. Se a 4 mesi trascorsi si vuole stare comunque più a lungo occorre fare la registrazione da residenti.
  • Quando si diventa residenti è necessario sottoscrivere una polizza sanitaria privata, dal costo indicativo di 100 euro al mese che permette di coprire le spese sanitarie con una franchigia di  385 euro/anno, una quota che viene aggiustata, leggi: alzata, ogni anno. Nel caso in cui non si raggiunga una certa soglia reddituale, si ha diritto ad un rimborso, a volte totale, della polizza sanitaria. Un sistema di rimborso simile esiste anche per gli affitti, ma solo se l’affitto non supera una certa soglia massima.
  • Per la gestione delle comunicazioni con l’agenzia delle entrate olandese (www.belastingdienst.nl) e con i principali enti pubblici (e.g comune, ministeri, etc.) consiglio di usare i canali on-line e soprattutto la registrazione al sistema digd (https://www.digid.nl/) che permette di ottenere una combinazione username/password unica di accesso ai servizi della pubblica amministrazione.
  • Andare al cinema: film sempre in lingua originale con sottotitoli in olandese, quindi anche i film italiani sono sempre in lingua originale.